Lo sapevate che se la montagna viene da voi, ma voi non siete Maometto, probabilmente state per finire sotto una frana?
Era una notte buia e tempestosa
Parte Prima
Era una notte buia e tempestosa. A un tratto echeggiò uno sparo! Una porta sbatté. La ragazza lanciò un grido.
Improvvisamente, apparve all’orizzonte una nave pirata. Mentre milioni di persone morivano di fame, il re viveva nel lusso.
Intanto, in una piccola fattoria del Kansas, cresceva un ragazzo.
Parte Seconda
Cadeva una neve leggera, e la fanciulla con lo scialle a brandelli non aveva venduto una violetta in tutto il giorno.
In quel preciso momento, un giovane interno all’Ospedale Civico stava facendo una importante scoperta. La misteriosa paziente della stanza 213 si era finalmente svegliata. Emise un debole lamento. Era possibile che si trattasse della sorella del ragazzo del Kansas che amava la fanciulla con lo scialle a brandelli che era la figlia della ragazza che era sfuggita ai pirati?
L’interno aggrottò la fronte.
“Avanti!” gridò il capo-mandria, e quarantamila capi di bestiame scesero rombando sul piccolo accampamento. I due uomini rotolarono a terra dibattendosi fra gli zoccoli micidiali. Un sinistro e un destro. Un sinistro. Ancora un sinistro e un destro. Un uppercut alla mascella. La lotta era finita. E così il ranch fu salvo.
Il giovane interno sedeva solo in un angolo del caffè. Aveva imparato la medicina, ma, ciò che è più importante, aveva imparato qualcosa sulla vita.
FINE
A differenza di Troia.
De senectute
Cose che non sono, è il nome di questo blog e, come scrissi tempo addietro, è un’espressione delle mie parti che indica eventi molto improbabili che però hanno luogo.
Ad esempio, poco fa, in palestra, mentre mi accingevo a concludere il mio allenamento con cinque minuti di corsetta sul tappeto, si è verificata una cosa che non è.
Stavo programmando il tappeto quando il signore anziano alla mia sinistra ha deciso di rivolgermi la parola: “Deve mangiare di meno, non serve venire qui.” Onde evitare storie in palestra, ho deciso di sorvolare sull’attempata sfacciataggine del vetusto mio vicino e mi sono limitato a sorridergli e a stringermi nelle spalle per dargli ragione e chiudere una discussione già troppo lunga per i miei gusti.
Mentre ero già bello che lanciato in corsa, il signorotto in questione ha rincarato la dose: “Meno pane, deve mangiare meno pane, e se può deve saltare la cena… E poi deve fare l’amore.”
COSA?
Ma stiamo scherzando?
A dir poco sconcertato dalla franchezza dell’arzillo ometto ottuagenario, avrei tanto voluto chiedergli quanto Viagra gli servisse per rispettare il suo salutare stile di vita, ma per fortuna il tappeto ha assorbito tutta la mia attenzione, impedendomi di far degenerare il tutto. Poi sono andato via girando al largo, guardandomi bene dal salutarlo.
Cose che non sono, per l’appunto.
Io e il gelato
Qualche giorno fa ho scoperto che non mi piace il gelato.
Sia chiaro, non sto dicendo che la vista di un cono-bigusto-doppiapanna sia per me causa di disgusto, ma andiamo con ordine.
Ero a tavola coi miei e stavano trasmettendo un servizio su un’importantissima fiera di pasticceria durante il quale decantavano l’italico gelato al grido di “Italians do it better”.
Sul finire del servizio, mio padre mi ha domandato se durante l’estate avessi scoperto nuove gelaterie degne di nota da consigliargli e la mia risposta è stata: “…”, poi una pausa, e poi ancora “sinceramente non ricordo di aver avuto tutta questa voglia di mangiare gelato”.
Sì, perché se prendiamo il gelato come antagonista del caldo, preferisco una Coca-Cola con ghiaccio, o una granita, o anche della semplice acqua fredda, va’… Se invece prendiamo il gelato nella sua accezione di dolce, ci sono tante e tante altre cose che preferisco per chiudere un pasto o per dare soddisfazione alle mie papille gustative.
Non impazzisco per il gelato, amen.
A scanso di equivoci ed onde evitare futuri rinfacciamenti, il discorso cambia radicalmente se una bella pallina di gelato arricchisce la preparazione di un dessert. Immaginate un piatto con su un bel brownie affiancato da una palla di gelato alla vaniglia. Quelle golosèrie!
Non conosco personalmente gli individui che per lavoro compongono il Palinsesto di Italia 1, ma per puro sadismo da più di 12 anni a questa parte - sistematicamente - incastrano nel palinsesto prenatalizio questo film, datato 1983, con Eddi Marfi e Den Ecroid. E’ per colpa loro che le divertentissime vicende di Louis Winthorpe (quello bianco) e Eddy Ballantine (quello nero) sono ormai entrate nell’immaginario collettivo del Natale.
Belle trovate di marketing.
Ieri mattina ho acquistato Heavy Rain e, mentre osservavo il contenuto della confezione, ho notato un quadratino di carta diviso in tanti triangoli.
Ho subito capito che si trattava di un gadget misero ma carino per ricostruire ed avere in camera la “firma” dell’Origami Killer del gioco.
Bene, benissimo, ma come si fa un origami?
Nessun problema perché durante l’installazione del gioco vengono date le istruzioni per realizzarlo ed ingannare l’attesa.
Che soddisfazione!