Beata innocenza.
Beata innocenza.
Tropic Thunder è iniziato da circa nove minuti e Ben Stiller si esibisce in una chiara citazione di Platoon.
Perché alla fine Tropic Thunder è un film sul cinema, sul fare cinema e anche un poco (poco poco, però) sulla storia del cinema, grazie al fantastico personaggio interpretato da Robert Downey Jr. che qua e là snocciola riferimenti a pellicole del passato.
Il Tropic Thunder del film sarebbe la classica pellicola di guerra risveglia-patriottismo diretta da un regista inglese di teatro all’esordio cinematografico che mette insieme l’attore esordiente a cui far fare una fine ingloriosa, il comico sboccato a cui dare una nuova dignità professionale, una stella cadente dei film d’azione, un attore impegnato, pluripremiato e d’alto profilo e un rapper (il cui nome, Alpa Chino, è di per sé una citazione e contribuirà ad alimentare questo gioco di rimandi) con tutta la sua corte dei miracoli che, suo malgrado, non può essere il personaggio di colore principale mentre, a mio modesto parere, Tropic Thunder è un film per gente a cui piace il cinema, probabilmente molto più intelligente e sensato della commedia a tratti demenziale che alla fine è e che potrebbe renderlo un prodotto degno di scarsa considerazione al di là dei meriti commerciali e del cast (vero) d’alto livello riunito.
Se non si fosse capito, considero tempo speso bene le due ore di visione appena terminate.
Qui ho pianto come non ho mai pianto davanti ad un film ed ho maledetto gli sceneggiatori della Pixar per aver inserito questa sequenza così toccante.
(via katelyninez-)
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